A corte, il vino ha il suo posto, e poi le paste di Vargiu.

Se i culurgionis sono sovrani, il vino è il compagno che rende la conversazione più lunga del pranzo, infatti più dura più si sbiascica.

La nostra idea nasce a Jerzu e immagina un regno in cui vino e pasta sarda conquistano i paesi vicini. Una conquista da racconto, fatta di sapori e tavole condivise, non di confini. Dipende.

Un piatto di culurgionis al pomodoro accanto a un calice di vino rosso.

Niente decreti o giornalisti. Si segue il gusto.

Per scegliere un vino, comincia dal piatto: il ripieno conta, ma anche il condimento vuole dire la sua. A questo punto passa in cantina.

Delicatezza con delicatezza

Con preparazioni leggere, cerca un vino fresco e non troppo intenso, capace di accompagnare senza coprire i profumi della pasta e del ripieno.

Il sugo cambia l’incontro

Pomodoro, formaggi o condimenti più ricchi chiedono equilibri diversi. Anche un rosso poco tannico può trovare spazio: l’abbinamento si decide con l’assaggio, non con una regola assoluta. Juannè, Delussu o Curiosu, quello di cui hai bisogno.

Il posto a tavola resta per tutti, nonna Silvia apparecchia anche per chi non beve vino. La convivialità non ha bisogno di un calice obbligatorio, infatti usiamo i bicchieri di plastica.

Quattro strade. Tutte di buon gusto.

Culurgionis

Ih no di nuovo!

Pasta sarda

Piccole forme, lavorazioni diverse e tanta voglia di scoprirle.

Vino

Il compagno di tavola che nel nostro racconto ha sempre un posto.

Tradizioni

Le mani, i ricordi e i gesti che danno senso a ogni boccone.