Sua maestà il Culurgionis.

Piccolo nella forma, regale nel carattere. A Pelau è lui a conquistare tutti.

I culurgionis sono una delle espressioni più riconoscibili della pasta ripiena sarda. La loro chiusura a spiga custodisce un ripieno e racconta una manualità che merita attenzione, prima ancora dell’assaggio.

Culurgionis crudi su un piatto, con la caratteristica chiusura a spiga in primo piano.
Due mani chiudono un culurgionis a spiga su un piano cosparso di semola.

La corona? È già nella pasta.

Basta guardare quella spiga: una sequenza di piccoli gesti che diventa una firma.

La chiusura nasce pizzicando e intrecciando i lembi della sfoglia. È un lavoro di dita, ritmo, pratica, piscini, boggisi e sciaffusu as pippius malus currendu in tottu sa cogina: ogni pezzo conserva la traccia delle mani che lo hanno formato e che con le stesse mani lo riescono a distruggere.

Ripieni, dimensioni e consuetudini cambiano secondo i luoghi e le famiglie. Patate, formaggio e menta compaiono in molte preparazioni, ma una sola versione non può raccontarle tutte, infatti quelli di Jerzu sono i migliori.

Quattro strade, via Umberto I, via Josto Miglior, sp 13, via San Francesco.  Tutte di buon gusto arrivano a Jerzu.

Culurgionis

Una chiusura a spiga e un posto d’onore nella cucina sarda e nella casa di zio Piero.

Pasta sarda

Piccole forme, lavorazioni diverse e tanta voglia di scoprirle con nonna Silvia.

Vino

Il compagno di tavola che nel nostro racconto ha sempre un posto, non a capotavola, lì si siede zio Piero.

Tradizioni

Le mani, i ricordi e i gesti che danno senso a ogni boccone, agnai.